Incontro online sui nuovi modelli di dialogo con la sanità

Il Tecnopolo di Bologna-Ozzano ha organizzato, assieme ai Tecnopoli di Modena e di Forlì-Cesena, un incontro online a cui hanno partecipato:

  • Dott.Luca Foresti, fondatore e CEO del Centro Medico Sant’Agostino
  • Prof.ssa Elena Tremoli, direttore scientifico Maria Cecilia Hospital, gruppo GVM
  • Prof.Aldo Tomasi, direttore scientifico del Tecnopark for Medicine (TPM) di Mirandola (MO)
  • Dott.Alberto Zannoni, Thunder s.r.l., start-up innovativa di Ravenna nel campo della informatica per la sanità.

L’obiettivo dell’incontro, che ha una genesi in un percorso iniziato in pieno lockdown su come immaginare nuove forme di dialogo e servizio tra sanità, cittadini e salute, è stato attivare un format di confronto tra testimoni eccellenti di diverse “storie ed esperienze” del mondo della sanità, salute e biotech.

Come Tecnopoli in generale rientra nella nostra mission la facilitazione del dialogo fra i vari stakeholder dei processi di innovazione e  trasferimento dei risultati della ricerca ai vari contesti applicativi; come Tecnopoli in particolare impegnati nel campo delle Scienze della Vita e della salute si sta riscontrando la necessità di potenziare la capacità di dialogo coinvolgendo in modo più continuativo ed efficace i territori, gli enti pubblici, il terzo settore. In questo senso la pandemia ha dimostrato che lavorare in forte sinergia non è più una opzione ma una necessità.

Uno degli assi relazionali più ostici sembra essere quello del dialogo fra la sanità (pubblica e privata), le imprese e i laboratori di ricerca.

Dal confronto fra i relatori sono emersi interessanti spunti di riflessioni, partendo dallo scenario della sanità italiana a medio termine, con la carenza sempre più grave di personale medico ed infermieristico, per arrivare alla necessità di attivare la tecnologia come unica modalità per sopperire a questa carenza con tempistiche compatibili con le esigenze della collettività.

Si è parlato diffusamente della resistenza al cambiamento e di come questa freni anche passi avanti che potrebbero sembrare ovvi come la interoperabilità dei dati e la condivisione dei dati fra sanità pubblica e privata.

Il PNRR può rappresentare una grande opportunità ma i cambiamenti culturali necessari per abbracciare il cambiamento non sono da dare per scontati, hanno concluso i relatori.